Monday, 19 November 2012

FRANKSPARA SU ROCKSHOCK

Francesco Viani, in arte Frankspara è tornato. Per la gioia delle nostre menti ancor più che delle nostre orecchie, il cantautore, il poeta, il musico, per dirla in breve ma senza sminuire, l’artista è ricomparso sullo scenario musicale contemporaneo per deliziarci con le sue nuove melodie e con nuove parole ricche di armoniosa intensità.

Il Dottor Crepapelle e L’Albero Che Cammina, col suo titolo intrigante e che implicitamente invoglia all’ascolto, suscita desiderio inconscio di comprensione. Ed è proprio all’inconscio che è indirizzato il dialogo musicale iniziato fin dalla prima strofa della prima traccia. Una conversazione faccia a faccia con la parte più nascosta dell’ ascoltatore, che tanto sorride, tanto si rivolta e tanto digrigna i denti. Parole forti e allo stesso tempo timide, che paiono uscire dal profondo di un detenuto ipotetico rinchiuso tra follia, pensiero razionale pessimistico e sogni utopici. Una visione analitica fin nel dettaglio più minuto di una società contemporanea debilitata da crisi e mali comuni, che sia i fedeli fan e i vogliosi di una rivoluzione intellettuale già conoscono. E Francesco, come già in passato è riuscito con i precedenti album autoprodotti (Frankspara “St” del 2006 e Sopratutto del 2009), si è dimostrato ancora una volta interprete di un epoca, capace di descrivere e di fare analogie illuminanti, ma talvolta anche far rabbrividire con la truce violenza delle verità cantate. Quasi per converso col titolo Il Suono Universale, l’attenzione in questo brano non può essere focalizzata con il sound nel complesso. Tutte le melodie e i rumori spingono proprio a soffermarsi sulle parole ben scandite e anche dalle tinte vivaci. Una sorta di ossimoro con la cupezza che si ritrova subito in Ma, una seria lista di domande poste ad un’ immaginaria e folle amante, straziata da un sentimento e pensieri non corrisposti che però decide di permanere nella sua infelice condizione. Per chiudere la prima trilogia semantica precedentemente individuata di follia e pensiero razionale pessimistico, adesso la sfera del sogno è palesemente evocata da Ti Sogno Come Sogna Un Disperato. E poco c’è da aggiungere, in quanto il senso è già concentrato nell’ intitolazione. Il trio semantico si ripete per tre volte, ricordando una struttura organizzata quasi come nell’ opera dantesca. Nell’ ultimo brano, intitolato Esecuzione Zero, che rappresenta l’ epilogo del racconto introspettivo del prigioniero immaginario, si addensano tutte le sfumature di significato apparse nella raccolta intera. Gioia, dolori ed emozioni varie e contrapposte si alternano in un percorso musicale fatto tanto di modesti arpeggi con la chitarra acustica, tanto da parole virtuose. Un’ alternanza di strumenti convenzionali e classici con suoni ricavati dal meglio della natura stessa come il cinguettare di uccelli e il fruscio delle foglie. Flashback e allegorie che mirano alla specificazione e alla visione stessa del dettaglio più occulto tramite un ascolto che delizia e talvolta rattrista per la sua verità. Un CD che non può mancare nella raccolta di amanti della canzone d’ autore, e della musica sperimentale in generale. Un derivato puro dell’ intellettualismo in stile Franco Battiato che non delude il più colto e non è disdegnato neppure da coloro che hanno impostato come obiettivo del loro viaggio, la conoscenza più astratta ma così insolitamente vicina, quella della psiche umana.